Rovigno

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Rovigno – Colori e cultura dell’Istria

Rovigno (Croazia) , situata sulla costa occidentale della penisola dell’ Istria, è una città di circa 14.000 abitanti. Il forte contrasto tra il verde dei pini, il bianco della ghiaia e il blu cobalto del mare fanno di Rovigno, una delle destinazioni turistiche più importanti dell’Istria e della Croazia.

Già nel VII secolo Rovigno era custodita da mura di cinta, rafforzate in seguito da torri. La città aveva sette porte, tre delle quali si sono conservate fino ai giorni nostri: la porta di San Benedetto, la porta Sottomuro e la porta di Santa Croce. Nel punto in cui sorgeva la porta esterna della città, nel XVII secolo, è stato eretto l’arco barocco dei Balbi, oggi entrata della cittavecchia.

La “cittavecchia” si eleva sulla penisola e sta a testimoniare tutti i secoli passati e la valida mano dei maestri locali. Lo spazio limitato ha condizionato la costruzione ammucchiata delle sue case, le sue calli strette e le sue piazzette. Una peculiarità di questo nucleo urbano è rappresentata dai caratteristici camini. Nel 1963 Rovigno è stata proclamata monumento culturale.

La chiesa di Sant’Eufelia, Santa Protettrice della città, è l’edificio più imponente che domina tutto il nucleo storico. Costruita all’ inizio del XVIII secolo, nella metà del secolo scorso ha subito degli interventi con la costruzione della nuova facciata principale in stile barocco-veneziano. Il campanile di Sant’ Eufemia, alto una sessantina di metri, termina alla sua sommità con la statua bronzea della Santa che il vento fa girare sul proprio asse.

Giulio Verne, il padre del romanzo fantascientifico, alla ricerca di paesaggi unici al mondo per situarvi le sue storie, ha ambientato una parte del suo romanzo Mathias Sandorf in Rovigno. Anche molti altri scrittori del tempo passato, sull’onda della loro ammirazione, hanno, come lui, regolarmente posto sugli allori Rovigno e le sue bellezze. In realtà, molte delle annotazioni che negli anni perduti vennero scritte, potrebbero oggi essere intese come casuali e non volute guide turistiche. Per la prima volta questo antico abitato (III sec.) venne menzionato negli scritti dell’Anonimo ravennate, gia agli inizi dell’VIII secolo. Cosi come avvenne nella notte dei tempi, anche oggi e quanto mai lusinghiero l’invito che muove dalla opulenta natura, sulla quale il cronista romano, quasi duemila anni fa, si espresse in questi termini: ‘In Istria, i patrizi romani si sentono come degli Dei…’

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foto principale di Roberto Taddeo